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Pavillon du Mont Fréty

La stazione intermedia del Pavillon é stata pensata in modo da inserirsi elegantemente nell’ondulato contesto alpino del Mont Fréty, formato da nude pendici contrapposte.

Le superfici incurvate dei tamponamenti delle stazioni, fra loro armoniosamente accostate, avvolgono gli spazi coperti con altezze anche assai considerevoli, obbligate in larga misura dal rigoroso profilo della linea funiviaria. Il corpo della stazione di monte, necessario per il riparo al coperto del piano di imbarco del 2° tronco, si eleva oltre a 15 metri dal terreno, lasciando aperta solo la parte frontale a monte della grande unghia che sovrasta l’impianto.
L’alternanza dei piani incurvati fino a terra, fa subito capire che ricopre ruolo fondamentale anche la parte interrata intervallata da ampie superfici esterne concatenate nell’idea di un meccanismo mobile, assegnando agli involucri di copertura il compito di accompagnare longitudinalmente il percorso delle funi fino agli ancoraggi. Grandi superfici vetrate scandite da fini strutture oblique, compenetrano i volumi che racchiudono entrambe le sale di imbarco dei passeggeri e offrono al visitatore un contesto panoramico vasto che fa da sfondo ad entrambi i versanti contrapposti della Val Veny e della Val Ferret, esaltando l’imponente salto di quota verso il Monte Bianco che sovrasta su ogni cosa.

A ponente, verso il Monte Bianco, racchiusa da una ampia copertura ad ala, si trova la struttura che ospita gli spazi destinati all’accoglienza ed al ristoro del pubblico. Il progetto, nonostante la complessa disposizione sul terreno, verte in ogni caso a soddisfare su più livelli i requisiti di ospitalità turistica di quello che possiamo definire il centro di accoglienza dell’intero complesso. Gli spazi, integrati fra loro, sono attraversati da un percorso che passa attraverso zone commerciali, una sala di proiezioni,  ristoranti, bar, fino a raggiungere la vecchia stazione ristrutturata e destinata ad area museale. L’itinerario interno alla stazione permette al pubblico di transitare agevolmente al coperto tra un piano di imbarco e l’altro, in uno spazio servito di ascensori e spazi di accoglienza per la permanenza sul luogo anche in caso di avverse condizioni metereologiche e si collega anche alle terrazze esterne su entrambi i fronti noché, a est, con all’attuale rifugio del Pavillon.